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Caldo pomeriggio di fine Giugno


di giov60
03.02.2026    |    11.783    |    8 9.4
"Anche Lucrezia approfitta della bocca semiaperta e mugolante della madre per saggiarne la calda umidità e succhiarle la lingua come aveva visto fare a me pochi secondi prima..."


Faceva caldo quel sabato pomeriggio di fine giugno. Dopo un leggero, pasto, erano circa le 13 e 30, dico a mia moglie Elena che vado a rifugiarmi in camera da letto sotto il ventilatore a soffitto. Elena ha 36 anni, bionda capelli ricci, una 3a di seno gambe affusolate e culetto prominente, insomma una bella donna come ce ne sono tante: ma aveva in più uno sguardo malizioso che già 20 anni prima mi aveva fatto perdere la testa per lei. Siamo sposati da ormai 16 anni, lei aveva vent'anni ed io due in più, ma avevamo il fuoco dentro e i nostri genitori ci hanno prima sistemato con un buon lavoro presso l'azienda di mio suocero, poi hanno preparato per noi la festa di matrimonio. Adesso viviamo in una piccola villetta a qualche chilometro dall'azienda dove lavoriamo entrambi, o meglio io lavoro, mia moglie percepisce solo lo stipendio visto che è la figlia del padrone!
Abbiamo avuto una figlia dopo il matrimonio: si chiama Lucrezia ha quasi 14 anni ed è una ragazzina tranquilla: frequenta con assiduità solo due o tre amichette una delle quali già si atteggia a ragazza matura e, mi sono accorto ormai da mesi, ogni volta che viene a casa nostra sembra sempre che voglia provocarmi con il suo atteggiamento e il suo modo di vestire sempre con gonne cortissime e magliette attillate. Ha un bel paio di gambe lunghe e un seno appena accennato mentre Lucrezia a vederla non è ancora una signorina, seno zero e gambette di una ragazzina imberbe.
Entrato il camera mi affretto ad abbassare le tapparelle così da far sembrare più mite la temperatura della stanza e mi tolgo la maglietta rimanendo solo con addosso un boxer di fresco cotone che non mi arriva a mezza coscia ed è anche molto comodo dato che non aderisce alla mia persona ma è piuttosto largo. Spesso quando lo uso anche fuori casa, se non porto gli slip, cosa che a casa è la norma, devo stare attento a come mi muovo per non esporre la mia virile mercanzia agli sguardi di chi mi incontra.
Mi sono appena assopito al venticello leggero della ventola a soffitto quando sento la porta della camera aprirsi: non apro gli occhi perché sto assaporando la frescura che mi solletica la pelle. Avverto il muoversi del materasso e che la persona appena entrata anche lei ha voglia di mettersi sotto il ventilatore. Infatti un soffice bacio sulla guancia mi conferma che Elena si è messa al mio fianco. Sento che si sta sfilando la maglietta che indossava a pranzo perché anche lei vuole sentire sulla pelle l'arietta ristoratrice.
“Guarda che adesso arriva Lucrezia, anche lei ha caldo!!”
“Mi sa tanto che devo istallare un ventilatore anche in camera sua!” dico ad Elena carezzandole le gambe.
“Stai attento a come ti muovi che non mi pare il caso di far vedere la tua mercanzia alla bambina”.
“Vuol dire che mi accoccolo vicino a te cosi saranno le tue gambe a farmi da paravento!”
Queste sono parole che ormai ripetiamo spesso: nostra figlia “deve” rimanere al di fuori della nostra intimità. Ma io ed Elena non siamo ancora a conoscenza di quanto invece Lucrezia fosse, già da tempo, entrata di soppiatto nel ménage tra me e mia moglie. In casa è quasi scontato che, quando la temperatura lo permette, le mie donne girano tranquillamente senza intimo: infatti adesso Elena è distesa accanto a me nella sua splendida nudità di donna matura! Con gli occhi socchiusi posso ammirare le sue belle mammelle sormontate da scuri capezzoli e dal profondo seno tra queste intravvedo la pianura del suo ventre che termina lì dove si innalza la grossa protuberanza del suo monte (tale è in effetti) di Venere appena velato da un rado pelo biondo che lei stessa cura con maniacale attenzione.
Sento ancora aprirsi la porta e, nella penombra della stanza da letto, avverto la presenza di Lucrezia che, indossando solo la leggera camicetta del pigiama, si distende accanto ad Elena.
“Madonna che caldo! Per fortuna che qui si respira! Che bel venticello arriva da lassù!”
“Già tra due minuti anche tu starai più fresca!”
La leggera brezza che proviene dall'alto del soffitto ha fatto indurire i capezzoli di Elena e comincio ad aver voglia di mordicchiarli. Ma purtroppo non posso per la presenza della figliola. Comunque non ho bisogno di parole per far capire a mia moglie che sto apprezzando la durezza dei suoi irti capezzoli e lei con noncuranza porta la sua mano all'altezza del mio pube per percepire meglio il mio stato. Lo fa quasi come a volersi accarezzare il fianco vicino al quale pulsa la mia virilità di maturo 38enne.
Anche Lucrezia apprezza i capezzoli della madre e quasi lamentandosi sospira: “Spero che quanto prima anche a me spuntino due bei capezzoli come i tuoi mamma!” E così dicendo quasi a voler sottolineare la cosa si sbottona la camiciola del pigiama mettendo il mostra solo due piccole gemme sul suo piatto petto di ragazza.
“Non ti preoccupare amore di mamma quanto prima anche a te un bel decoltè si aprirà sul tuo petto e ne sarai orgogliosa!”
”Grazie mamma per la fiducia che mi infondi!” e cosi dicendo bacia la madre sulla guancia prima e poi, subito dopo quasi alzandosi come fa spesso, la bacia vicino alle labbra.
Io che sono dall'altro lato voglio anch'io darle un bacio cosi potrò anche farle sentire la durezza del mio uccello meglio di quanto non possa adesso. Così puntando un gomito sul letto alzo alquanto la testa e schiocco un sonoro bacio all'angolo della bocca di mia moglie. Gli occhi invece accarezzano l'acerbo corpo di Lucrezia che come la madre ha anche lei un bel monte di venere pronunciato assai ma ancora completamente glabro.
“Mhhh, Fatelo ancora!”
Lucrezia adesso assume la mia stessa posizione e bacia di nuovo la madre stavolta sulle labbra anche se a bocca chiusa poi inizia a sbaciucchiarla su tutta la guancia e poi sul collo e sulla spalla a scendere fino alla mammella sinistra dove lentamente sale fino in cima e sbaciucchia il capezzolo duro e scuro della amata genitrice.
Io non voglio essere da meno e imito mia figlia almeno in parte perché bacio Elena e con la lingua le apro le labbra che rimangono aperte in un sospiro di piacere, per poi percorrere la stessa via ma sul lato destro del suo corpo fino al capezzolo che stringo tra le mie labbra, facendola di nuovo sospirare un po' più forte. Proprio mentre le mordicchio il capezzolo incontro con lo sguardo gli occhi di Lucrezia e come se ci fossimo messi d'accordo iniziamo a scendere le morbide colline e, sempre con delicati bacini scendiamo prima sul ventre poi, sfiorando il pube giù per le cosce, le ginocchia e giù fino ai piedi coprendo tutto il percorso con delicati baci. Poi inizia la risalita e, stavolta, non ho intenzione di aggirare di nuovo la farfallona di mia moglie, quindi arrivato dove il mio desiderio è al massimo, bacio la figa di Elena proprio sulla protuberanza del suo clitoride che svergognatamente si erge tra le sue grandi labbra. Elena non nasconde affatto l'apprezzamento per il gesto che subito dopo anche Lucrezia replica con una naturalezza invidiabile. Quando arrivo di nuovo sulla bocca di mia moglie stavolta il bacio è vero e sensuale come si s'addice tra due focosi amanti. Anche Lucrezia approfitta della bocca semiaperta e mugolante della madre per saggiarne la calda umidità e succhiarle la lingua come aveva visto fare a me pochi secondi prima.
“Adesso però tocca a me farmi baciare da mamma e papà!!”
Elena nel cedere il posto alla figlia, mi guarda con un' espressione languida che è tutto un programma e, per prima, inizia ricambiando il bacio “saffico” appena ricevuto, poi intuendo la mia titubanza e, con uno sguardo che dice tutto, mi convince a unire le mie labbra a quelle di mia figlia che, già presa da questo gioco perverso iniziato all'improvviso, fa saettare la sua lingua dentro la mia bocca. Il brivido di piacere che provo quasi mi annebbia la mente e, mentre unisco i miei occhi a quelli di Elena, entrambi iniziamo scendere lungo il corpo di Lucrezia ricoprendola di dolcissimi baci. Il capezzolo di mia figlia è più simile ad un chicco di granturco che ad un capezzolo femminile ma il sospirare della ragazzina è molto simile a quello della madre che mi pare essere la più convinta in questo depravato fare, cosa che mai mi sarei aspettato da lei. Come per Elena, la sequela dei baci passa dal ventre di Lucrezia e aggira il pube per scendere fino ai piedi. Da li inizia la risalita. Ma mentre Elena, pur nella sua malcelata eccitazione aveva si dischiuso le gambe, ma solo un po', mentre ritorniamo verso l'alto, Lucrezia allarga sempre più le sue gambe e, così facendo, anche le grandi labbra della sua farfallina si dischiudono come in vogliosa attesa, umide e lucide. Rallento volutamente quel tanto per lasciare la precedenza alla mia dolce metà così da farla arrivare per prima lì dove la piccola ostrica di Lucrezia attende vogliosa. Mamma Elena bacia con voluttà le grandi labbra della figa implume di nostra figlia. Vorrebbe anche andare oltre se la conosco bene, ma è come se volesse lasciare a me l'onere e l'onore di “svegliare” quel fiore virginale. Vedere le labbra di mia moglie lasciare un così dolce bacio sulla figa di Lucrezia che quasi vorrebbe afferrare la testa della madre per tenerla ancora lì, mi fa perdere il senno della ragione. Come le labbra di Elena si distaccano per andare a posarsi sull'ombelico della figlia, avvicino la mia bocca alla piccola pesca rosea e, con tutta la consapevolezza di cui mi sono caricato in pochi attimi, poggio le labbra lì dove mai avevo pensato potessi poggiarle. Non mi limito ad un bacio ma la mia lingua va ad insinuarsi in quel roseo intimo fiore e mi dedico alla più bella leccata di figa della mia vita!
Stavolta Lucrezia mi afferra la testa e mi tiene ben fermo e inizia a scuotersi come invasata: l'orgasmo la sorprende in pochi attimi e guaisce come neanche Elena sapeva fare! Stringo tra le labbra un clitoride così prominente che mai avrei immaginato potesse adornare una fighetta fino a pochi minuti fa per me insignificante. Ogni volta che volutamente ripassavo su quel grilletto Lucrezia si contorceva come una biscia. Ma le sue mani non mi lasciavano andare e così sono rimasto per diversi secondi!!
“Basta adesso tocca a papà!Lascialo andare per favore!” Elena ammonisce cosi Lucrezia che, a malincuore assapora per la prima volta il suo piacere dalle mie labbra.
Quando riapre gli occhi il suo sguardo ha perso l'innocenza della ragazzina e ha acquistato quello della lussuria di una donna vogliosa.
Ci siamo già scambiati più di un bacio, il mio petto villoso non è nei suoi pensieri, va direttamente dove la sua voglia covava desiderio da tempo! Il mio boxer vola ad attaccarsi alle pale del ventilatore e da li sbalzato a terra vicino alla finestra. Prende il mio uccello tra le sue giovani mani e: “Finalmente!!!” sospira.
Se lo struscia sulle guance e poi inizia a baciarlo partendo dai coglioni per risalire velocemente alla cappella che umidifica con tre o quattro leccate. Poi abbocca e, con una padronanza da esperta, inizia a ingoiare e a succhiare voracemente!!
Elena è esterrefatta da tanta predisposizione e guarda con uno sguardo umido di lussuria sua figlia che sta dando prova di una preparazione da università magistrale!
Ed io che sono stato proditoriamente aggredito da tale situazione scabrosa, mi sento come un ragazzino alla prima scopata: vengo in meno di un minuto e non faccio in tempo nemmeno ad avvisare!!
Scarico una quantità industriale di sperma nella bocca di mia figlia che, sotto lo sguardo attonito della madre, lascia fuoriuscire solo un piccolo rivolo di crema bianca mentre tutto il resto lo beve con gusto. Con uno sciocco delle labbra molla il mio uccello alla bramosia di Elena che si precipita a raccogliere la poca bevanda che era rimasta.
“Ma dove hai imparato e sopratutto che ti ha insegnato?” le chiede Elena quando qualche minuto dopo le acqua si sono calmate e giaciamo tutti e tre abbracciati sul letto al fresco del ventilatore.
“Siete stati tu e papà ad insegnarmi. Sono mesi che vi spio perché voi pensando che fossi ancora una bambina e non avessi nessuna malizia, non vi preoccupavate della mia presenza a casa. Ho approfittato delle porte mai lasciate chiuse, delle tapparelle mai troppo abbassate e sopratutto dell'amore che scorre tra voi. Ero estasiata quando ti vedevo succhiare papà con tanto amore e dissetarti con così tanta passione. Tu sei stata la mia maestra e papà è il mio desiderio: ho deciso da mesi che non sarei mai andata con un ragazzo se prima non avessi succhiato il cazzo, perché così è giusto chiamarlo, di papà.
Stasera sarai tu a venire nella mia cameretta a darmi la buona notte leccandomi la figa come ti ho visto fare con qualche tua amica e madre di amici miei. Poi domani sera sarà la volta di papà.
Ma adesso voglio vedervi da vicino e voglio vedervi scopare come mai avete fatto nella vostra vita! Voglio sentire l'odore del vostro amore, Voglio vedere il cazzo di papà lucido dell'umido della tua figa. Voglio vedere come infila il cazzo nel tuo culo e voglio vedere e sentire il profumo della sua sborra che ti orna la bocca mentre tu golosa come sempre la lecchi per gustarne il sapore!!
Voglio diventare anche io una bella troia come te dolce mamma e essere la troia per prima di te papà!
Vi amo!!
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